PERCHÉ LA PERIMENOPAUSA FA SENTIRE PIÙ STANCHE DEL SOLITO (E COME VALUTARE SONNO, FERRO E TIROIDE)
La stanchezza rientra tra i cinque sintomi più frequenti nel percorso verso la menopausa. Prima dell’ultima mestruazione, molte donne riferiscono una stanchezza intensa, presente talvolta già al risveglio, e alla base di questa sensazione vi sono anche gli adattamenti ormonali che il nostro organismo sta affrontando. Mese dopo mese, è possibile notare variazioni della forza e dell’energia in base alla fase del ciclo. Ma quando la produzione ormonale inizia a diventare irregolare, questa sensazione può intensificarsi.
La premenopausa, o perimenopausa, è la fase di transizione che precede l’ultima mestruazione. Durante questo periodo, i livelli di estradiolo e progesterone fluttuano in modo irregolare. Questi cambiamenti possono influire sul sonno, sull’umore, sulla termoregolazione e sulla percezione dello sforzo.
La stanchezza è solo uno dei numerosi cambiamenti che possono accompagnare questa transizione ormonale. Per comprendere in modo più completo come la perimenopausa possa influenzare i diversi sintomi, dalle vampate di calore ai cambiamenti della pelle e del peso corporeo, consulta la nostra guida completa sulla perimenopausa e i funghi medicinali, che analizza le evidenze scientifiche relative ai diversi aspetti di questa fase di trasformazione.
Le vampate di calore e la sudorazione notturna possono causare micro-risvegli o interruzioni prolungate del sonno. Secondo lo studio SWAN (Study of Women's Health Across the Nation), un ampio studio scientifico condotto negli Stati Uniti sulla salute delle donne durante la mezza età e la menopausa, il risveglio ripetuto durante almeno tre notti alla settimana è passato dal 24,4% delle donne prima della menopausa al 40,3% dopo l’ultima mestruazione. I sintomi vasomotori sono stati associati a una maggiore probabilità di mantenere questi risvegli (Kravitz et al., 2017).
Il risultato può essere un circolo difficile da interrompere: le vampate disturbano il sonno, la mancanza di sonno aumenta stanchezza e irritabilità e lo stress può far percepire i sintomi come più intensi. Dormire sette o otto ore non garantisce necessariamente un riposo ristoratore se il sonno è frammentato.
BASSI LIVELLI DI FERRO A CAUSA DI MESTRUAZIONI ABBONDANTI
Durante la perimenopausa iniziamo a percepire gli adattamenti dell’organismo a una nuova fase in cui cambia l’equilibrio ormonale e, con esso, l’intero corpo. Nel corso di questa transizione è frequente sperimentare sanguinamenti mestruali molto abbondanti. Secondo una delle principali ricercatrici dello studio SWAN, la Dott.ssa Sioban Harlow, «una donna su tre durante la transizione verso la menopausa sperimenterà episodi ripetuti di sanguinamento uterino anomalo». Uno studio pubblicato sulla rivista Menopause, coordinato dalla stessa ricercatrice, Professoressa Emerita di Epidemiologia, Ostetricia e Ginecologia presso la School of Public Health dell’Università del Michigan, ha mostrato che le donne in perimenopausa o nella fase iniziale della menopausa che presentavano sanguinamenti mestruali abbondanti almeno tre volte nell’arco di sei mesi avevano una probabilità dal 40% al 60% maggiore di manifestare stanchezza.
Un sanguinamento abbondante che dura più di otto giorni può quindi provocare una carenza di ferro o persino un’anemia sideropenica, condizioni strettamente correlate alla stanchezza. È consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario affinché valuti se un sanguinamento abbondante possa determinare un deficit di ferro.
STANCHEZZA, PERIMENOPAUSA E DISTURBI DELLA TIROIDE
Stanchezza persistente, spossatezza, affaticamento… Possiamo usare termini diversi per descrivere la stessa sensazione, ben nota a molte donne, soprattutto durante la perimenopausa, quando può essere accompagnata anche da insonnia o sonno frammentato, vampate di calore o mestruazioni abbondanti.
La stanchezza è anche un sintomo comune dei disturbi della tiroide, ma non esistono studi che consentano di attribuire questo affaticamento esclusivamente alla funzione tiroidea. Alcuni studi, tuttavia, rilevano una maggiore prevalenza di ipotiroidismo durante la transizione menopausale (Frank-Raue e Raue, 2023). Le due condizioni possono quindi coesistere durante la mezza età e presentare sintomi simili, ma spetta ai professionisti sanitari formulare una diagnosi chiara per evitare conclusioni errate.
COSA DICE LA SCIENZA SUL CORDYCEPS, L’ENERGIA E IL TONO MUSCOLARE
Il Cordyceps è utilizzato da secoli nella Medicina Tradizionale contro la stanchezza ed è oggi commercializzato per sostenere l’energia e le prestazioni. Questo uso tradizionale può oggi essere meglio compreso grazie agli studi sull’azione dei suoi composti bioattivi. Tra i più rilevanti figurano la cordicepina, l’adenosina, l’ergosterolo e i beta-glucani.
In uno studio pubblicato nel 2015 è stato osservato, in modelli animali, un possibile effetto antifatica e antinfiammatorio dopo l’assunzione di estratto di Cordyceps sinensis (Chae et al., 2015). I ricercatori hanno osservato che questo effetto potrebbe avvenire attraverso la prevenzione dell’accumulo di IL-6 nel sangue, la regolazione dell’attivazione delle cellule NK nella milza e l’attenuazione dell’alterata espressione di geni correlati all’infiammazione, alla rigenerazione e al legame dell’actina nel tessuto muscolare locale. Questi risultati preliminari possono contribuire allo sviluppo di futuri studi e trial clinici nei quali la stanchezza venga valutata come endpoint primario.
Analogamente, nel 2019, una revisione sistematica e una meta-analisi di 15 studi con 1.238 partecipanti hanno rilevato che l’integrazione con Cordyceps sinensis mostrava benefici sulla funzione polmonare, sulla resistenza all’esercizio fisico, sulla qualità della vita e sul miglioramento dei sintomi associati ad alcune patologie polmonari (Yu, X. et al., 2019).
ALTRI ADATTOGENI NATURALI CHE POSSONO ESSERE UTILI
Il termine adattogeno viene utilizzato per indicare sostanze che potrebbero aiutare a migliorare la risposta dell’organismo allo stress. In questo contesto, la composizione di ciascun estratto, il dosaggio e la durata di utilizzo possono influenzare notevolmente i risultati.
HERICIUM
L' Hericium (Hericium erinaceus) viene studiata principalmente per i suoi possibili effetti sulla funzione cognitiva e sull’umore. L’interesse è legato in particolare agli effetti studiati di alcuni dei suoi principali composti: ericenoni ed erinacine.
C’è ancora molto da approfondire attraverso nuovi studi sui funghi tradizionalmente utilizzati in medicina, ma alcuni risultati iniziano già ad aiutarci a comprendere meglio applicazioni che risalgono a secoli fa:
- Un piccolo trial condotto su 30 donne ha osservato che quattro settimane di consumo di alimenti contenenti Hericium erinaceus hanno migliorato alcuni punteggi relativi all’umore rispetto al placebo (Nagano M, 2010).
- La revisione di Chong et al. ha analizzato i suoi potenziali effetti antidepressivi, che tuttavia non sono ancora stati validati rispetto ai trattamenti convenzionali (International Journal of Molecular Sciences, 2020).
- Un’altra revisione sistematica ha individuato tre studi giapponesi che hanno evidenziato segnali favorevoli nel deterioramento cognitivo, senza però confermare un beneficio costante per depressione o ansia. È stato tuttavia osservato che l’integrazione di Hericium erinaceus nella dieta quotidiana potrebbe apportare benefici contribuendo ad alleviare il declino cognitivo (Cortonesi et al., 2023).
REISHI
Il Reishi (Ganoderma lucidum) è uno dei funghi più studiati per le sue numerose applicazioni nella Medicina Tradizionale. Tra i suoi composti più rilevanti figurano i beta-glucani, gli acidi ganoderici e i terpeni. È conosciuto come il “fungo dell’eterna giovinezza”, in riferimento alle proprietà toniche che gli venivano tradizionalmente attribuite. Uno dei più antichi testi farmacologici, il Compendium of Materia Medica, ne descriveva le proprietà per sostenere energia, memoria e vitalità generale, attribuendogli anche effetti anti-age (He X, 2023). Tradizionalmente, le sue preparazioni erano considerate utili anche per favorire la lucidità mentale, calmare la mente e sostenere la funzione renale.
Attualmente, una specifica indicazione sulla sua azione sul sistema immunitario è in fase di valutazione da parte delle autorità europee ed è ancora in sospeso, in particolare per quanto riguarda la natura e il contenuto di beta-glucani del Reishi. Esistono tuttavia numerose pubblicazioni sul Reishi, sui suoi composti e sulle sue applicazioni. Il solo portale scientifico PubMed raccoglie oltre 14.000 articoli dedicati a questo fungo.
ASHWAGANDHA
L’Ashwagandha (Withania somnifera) è conosciuta anche come “bacca del sonno” ed è senza dubbio una delle piante più note della medicina ayurvedica, ovvero la medicina tradizionale indiana. Tradizionalmente è stata utilizzata in situazioni associate a stress, ansia, stanchezza e disturbi del sonno.
Lo studio di Dongre et al. del 2015 ha valutato la funzione sessuale femminile dopo il consumo di estratto di radice di ashwagandha, concludendo che potrebbe risultare utile. Sei anni dopo, una revisione scientifica ha rilevato possibili miglioramenti in relazione a stress e ansia, oltre a risultati promettenti riguardo al sonno (Speers et al., 2021).
Puoi leggere maggiori dettagli su questo adattogeno naturale della medicina tradizionale indiana in questo articolo.
QUANDO LA STANCHEZZA NON È “SOLO” ORMONALE
La stanchezza non dovrebbe essere attribuita esclusivamente alla perimenopausa o ai cambiamenti ormonali e alle loro possibili conseguenze, come la carenza di ferro dovuta a un sanguinamento mestruale abbondante. Se persiste per diverse settimane, peggiora progressivamente o limita il lavoro, l’attività fisica o le normali attività quotidiane, è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario.
A seconda del caso, il professionista sanitario può richiedere un emocromo, il dosaggio della ferritina, del TSH, della T4 libera, della glicemia e della vitamina B12, oltre a esami della funzionalità renale o epatica. Può inoltre valutare il sonno, l’alimentazione e i farmaci assunti.
Gli adattogeni possono essere considerati come supporto complementare dopo aver valutato le principali possibili cause, ma non dovrebbero ritardare la diagnosi di anemia, patologie tiroidee, apnea del sonno o depressione. In presenza di stanchezza durante la perimenopausa, recuperare energia significa innanzitutto individuare ciò che impedisce all’organismo di riposare e funzionare normalmente.
COME INTEGRARE PRODOTTI DI SUPPORTO COME HIFAS-MENOPAUSE
In Hifas da Terra proponiamo integratori alimentari a base di adattogeni naturali, estratti botanici, vitamine e minerali, supportati da studi che ne analizzano le applicazioni e sempre sviluppati secondo una prospettiva integrativa, con l’obiettivo di sostenere l’omeostasi, ovvero il naturale equilibrio dell’organismo.
Siamo un laboratorio con oltre 25 anni di esperienza nello sviluppo di formule a base di funghi come Reishi, Criniera di leone e Cordyceps, tra gli altri. Nel corso degli anni non ci siamo limitati a perfezionare la nostra produzione di queste specie per ottenere estratti di elevata qualità e purezza, caratterizzati anche da alte concentrazioni di composti bioattivi. Abbiamo inoltre collaborato con professionisti di diversi settori per sviluppare formule combinate, ovvero integratori alimentari basati sui nostri estratti puri di funghi associati ad altri ingredienti attivi naturali, vitamine e minerali, in grado di completare le proprietà dei funghi e creare sinergie mirate a sostegno del benessere delle persone.
Se stai attraversando una fase di cambiamenti ormonali in cui stanchezza e affaticamento sono particolarmente presenti, Hifas-Menopause è una formula completa studiata specificamente per questa fase. La sua composizione mirata comprende:
- Estratto di Cordyceps sinensis: per sostenere l’energia e la tolleranza allo sforzo fisico
- Estratto di Reishi (Ganoderma lucidum): un adattogeno per sostenere la gestione dello stress e la qualità del sonno
- Hericium (Hericium erinaceus): per sostenere la lucidità mentale e il benessere emotivo
- Vitamine B6 e D e zinco: micronutrienti essenziali in questa fase, soprattutto in presenza di mestruazioni abbondanti o variazioni nell’assorbimento dei nutrienti
- Probiotici: per sostenere il microbiota intestinale, associato anche all’energia e all’umore
- Dosaggio consigliato: 2 capsule al giorno durante i pasti.
- Per ottenere i migliori risultati, si consiglia di proseguire l’integrazione per almeno 3 mesi, consentendo ai composti bioattivi di integrarsi gradualmente nell’organismo.