Stress e cortisolo in menopausa: come gestirli naturalmente

Estrés y cortisol en la menopausia: cómo gestionarlos de forma natural

Marta Hifas da Terra |

COS’È IL CORTISOLO E PERCHÉ SUBISCE ALTERAZIONI DURANTE LA MENOPAUSA

Ormai tutte noi associamo il cortisolo allo stress. Infatti, il cortisolo è noto come l’“ormone dello stress”, anche se in realtà è molto più di questo. Il cortisolo, detto anche idrocortisone, è un ormone steroideo sintetizzato dalle ghiandole surrenali sotto il controllo dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Il cortisolo è essenziale per la nostra omeostasi (equilibrio dell’organismo) e per la sopravvivenza in situazioni stressanti. Milioni di anni fa, la sua produzione aumentava vertiginosamente, ad esempio, in presenza di un predatore. Oggi i fattori di stress sono cambiati… L’insonnia, la stanchezza, lo stress lavorativo, l’iperattività… Persino l’eccessiva esposizione agli stimoli dei social media può rappresentare uno stress per il nostro organismo.

Lo stress e la sua gestione sono solo alcuni aspetti della complessa transizione rappresentata dalla menopausa. Per una visione completa di come questa fase ormonale influisca su tutti i sintomi, dai cambiamenti mestruali, alle vampate di calore e ai cambiamenti cutanei, fino alla stanchezza e allo squilibrio ormonale, consulta la nostra guida completa sulla perimenopausa e i funghi medicinali, che illustra le evidenze scientifiche relative a ciascuna manifestazione di questa transizione.

Durante la perimenopausa e la menopausa, i cambiamenti fisici, le vampate di calore e l’insonnia sono un chiaro esempio di fattori scatenanti dello stress, ai quali il nostro corpo può reagire nel modo seguente:

  1. L’ipotalamo rilascia l’ormone liberatore di corticotropina (CRH).
  2. L’ipofisi risponde rilasciando l’ormone adrenocorticotropo (ACTH).
  3. L’ACTH stimola le ghiandole surrenali a produrre e rilasciare cortisolo.

Per quanti fattori di stress a cui siamo esposte, il rilascio di cortisolo non è costante, ma avviene seguendo un ritmo specifico e prevalentemente diurno. Tuttavia, anche fattori fisici o psicologici possono modificare questo ritmo di rilascio e la fase della menopausa può alterarlo.

In una situazione normale, il cortisolo, che ci aiuta a sopravvivere facendoci adattare al contesto nel miglior modo possibile, contribuisce anche ad altre specifiche funzioni fisiologiche:

  • Mantiene la disponibilità di glucosio ed energia durante il digiuno, l’attività fisica o lo stress.
  • Modula il metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine.
  • Aiuta a mantenere la pressione arteriosa e la risposta vascolare.
  • Regola l’attività immunitaria e infiammatoria.
  • Partecipa alla risposta dell’organismo a malattie, lesioni e stress.
  • Influisce sul cervello, sullo stato di allerta, sulla memoria e sul ciclo sonno-veglia.
  • Contribuisce all’equilibrio idrico ed elettrolitico, sebbene questa non sia la sua funzione principale.

In generale, e sulla base delle evidenze pubblicate, non si può affermare che la menopausa comporti un aumento del cortisolo in tutte le donne. Gli studi pubblicati che hanno monitorato il cortisolo urinario e capillare non mostrano una causalità diretta, almeno per il momento. Senza dubbio ciò semplificherebbe molto le cose. Tuttavia, durante la premenopausa e la menopausa, le fluttuazioni ormonali (soprattutto il calo degli estrogeni) possono effettivamente alterare la regolazione del cortisolo e la nostra risposta allo stress, rendendola in molti casi eccessiva. Indipendentemente dalla fase ormonale, alcune revisioni cliniche hanno descritto complicanze metaboliche, cardiovascolari, muscolari, ossee e neuropsichiatriche derivanti dall’eccesso di cortisolo. Per questo motivo, si raccomanda di rivolgersi a un professionista esperto in materia che ci guidi in questo processo di cambiamento ed evoluzione.

COME SI COLLEGANO LO STRESS E I SINTOMI MENOPAUSALI (CICLO STRESS-VAPORI CALDI-INSONNIA)

È stato dimostrato che l’aumento dello stress percepito e l’atteggiamento nei confronti della menopausa (paure, incertezza, disinformazione…) possono intensificare sintomi quali l’insonnia, la stanchezza, gli sbalzi d’umore e persino i dolori muscolari e articolari, il che può aumentare la sensazione generale di malessere (Nosek et al., 2010). Infatti, questa maggiore percezione delle situazioni stressanti ha un impatto diretto su uno dei sintomi più comuni della menopausa: le vampate di calore.

Diversi studi hanno dimostrato che lo stress può far sì che le vampate di calore siano vissute con maggiore intensità e disagio. Ad esempio, nello studio SWAN, lo stress percepito è risultato significativamente associato alle vampate di calore e alla sudorazione notturna, pur senza che fosse stata dimostrata una causalità diretta; in un follow-up dello Seattle Midlife Women’s Health Study, l’intensità delle vampate di calore è risultata determinata principalmente dall’invecchiamento riproduttivo e dall’ansia. Ciò suggerisce che l’ansia potrebbe amplificare la percezione del sintomo senza però scatenarlo (Mitchell et al., 2015).

D’altra parte, chi conosce le vampate di calore diurne, conosce anche i risvegli notturni con bruschi sbalzi di temperatura e accelerazione del battito cardiaco. Si stima che i risvegli notturni siano il disturbo del sonno più frequente durante la transizione menopausale, colpendo circa il 40% delle donne in questa fase.

A questo punto sembra già più logico parlare di un circolo vizioso tra stress, vampate di calore e insonnia. Pur non essendo nessuno di essi la causa diretta dell’altro, esiste un’interazione tra tutti, in cui si alimentano a vicenda, con l’intervento inoltre di altri fattori quali l’ansia, la depressione, la necessità di urinare di notte, ecc. Da decenni è stato dimostrato che un elevato livello di stress è correlato a un aumento dei disturbi del sonno, delle difficoltà cognitive e dei sintomi fisici quali vampate di calore, palpitazioni e sudorazioni notturne, il che contribuisce a una significativa riduzione della qualità della vita durante la menopausa (Ballinger, 1985). Inoltre, la riduzione degli estrogeni può rendere più difficile la gestione dello stress e aumentare la sensibilità emotiva, dando luogo a cambiamenti frequenti e improvvisi dell’umore (Hogervorst et al., 2022).

COSA DICE LA SCIENZA SUL REISHI COME ADATTOGENO

Nel 2008, l’Agenzia europea per i medicinali ha definito gli adattogeni come sostanze naturali in grado di normalizzare le funzioni dell’organismo e rafforzare i sistemi colpiti dallo stress. In questo senso, si ritiene che abbiano un effetto protettivo sulla salute di fronte a situazioni stressanti, siano esse di natura ambientale o emotiva. In base a questa definizione vengono studiati gli effetti antistress di sostanze adattogene come il Reishi (Ganoderma lucidum), il ginseng siberiano (Eleutherococcus senticosus), la rodiola (Rhodiola rosea) e l’Ashwagandha (Withania somnifera), tra le altre.

Se ci limitiamo al campo dei funghi nella Medicina Tradizionale, in cui vantiamo oltre 25 anni di esperienza, i funghi più studiati nel controllo e nell’alleviamento dello stress sono il Reishi, il Cordyceps (C. sinensis), il Hericium (Hericium erinaceus) e il Chaga (Inonotus obliquus). Il loro contenuto di triterpeni e polisaccaridi viene studiato, in particolare, in relazione a:

  • il miglioramento dell’umore
  • la riduzione della stanchezza
  • la longevità

Durante la menopausa, la diminuzione degli estrogeni altera il funzionamento di neurotrasmettitori chiave come la serotonina e il GABA, fondamentali nel controllo dell’ansia (Bossé & Paolo, 1996). I polipeptidi e i triterpeni del Reishi agiscono come precursori dei neurotrasmettitori e delle endorfine. Questi possono aiutare a fornire una risposta adeguata in situazioni di stress, motivo per cui gli vengono attribuiti effetti sedativi e inibitori dell’attività neuronale, che inducono un rilassamento generale; il tutto secondo uno studio su modelli pubblicato nel 2008.

D’altra parte, in un piccolo studio randomizzato, 1.000 mg al giorno di Ganoderma lucidum per 30 giorni hanno ridotto lo stress percepito e migliorato alcuni indicatori autonomici, infiammatori e antiossidanti in studentesse universitarie. In un altro studio randomizzato e controllato con placebo, invece, un estratto di polisaccaridi di Ganoderma lucidum somministrato per otto settimane ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo, sebbene moderato, della fatica, del benessere e della valutazione clinica complessiva in soggetti con diagnosi di nevrastenia (estrema stanchezza fisica e mentale a fronte di sforzi minimi).

Sebbene i risultati siano promettenti, sono ancora necessarie ulteriori prove scientifiche in questo ambito per confermarne l’efficacia e, soprattutto, studi su campioni clinici specifici. Tuttavia, i funghi della Medicina Tradizionale, utilizzati da secoli dalle società più longeve del pianeta, devono ora vedere convalidate le loro proprietà ed effetti secondo il metodo scientifico attuale. Noi di Hifas da Terra, azienda biotecnologica specializzata nello studio e nello sviluppo di integratori a base di funghi, contribuiamo a generare queste prove, sia ottimizzando i sistemi produttivi per aumentare il loro contenuto di sostanze bioattive di interesse, sia conducendo studi clinici propri in collaborazione con centri di ricerca e università di tutto il mondo.

TECNICHE COMPLEMENTARI (RESPIRAZIONE, ESERCIZIO FISICO, SONNO)

Se l’obiettivo è limitare l’impatto dei fattori di stress che rendono lo stress cronico, esistono tecniche di respirazione che possono aiutarci a gestire queste situazioni, comprese le vampate di calore e i risvegli notturni. Sì, è vero, non ci sono prove conclusive su un metodo universale, ma da tutti gli studi raccolti emerge che la respirazione diaframmatica regolare e controllata può aiutare a ridurre l’impatto dello stress sull’organismo. Concediti 5 minuti di fronte a una situazione complicata, respira e favorisci la gestione di quel momento difficile. Di notte puoi fare lo stesso: crea l’ambiente adatto e favorisci il rilassamento attraverso la respirazione. Esistono guide che possono aiutarti a iniziare.

Rimanere attive è fondamentale a tutte le età, ma in questa fase è quasi una questione di sopravvivenza mentale e fisica. Combina, nei limiti delle tue possibilità di mobilità, l’allenamento di forza con quello aerobico e le passeggiate. Cammina senza schermi, nella natura e a un ritmo tranquillo. Questo attiva il tuo organismo e riequilibra la tua mente.

E come se ciò non bastasse, una meta-analisi di 26 studi su un campione di 2.170 donne in fase postmenopausale ha rilevato che l’esercizio fisico riduce i sintomi depressivi e l’ansia (Han et al., 2024).

Il sonno è un altro dei pilastri essenziali per il nostro benessere e il nostro equilibrio. Qui puoi consultare una guida di base per mantenere una buona igiene del sonno. Questo, unito alle tecniche di rilassamento e all’esercizio fisico, ti aiuterà ad affrontare in modo positivo questa nuova fase.

COME INSERIRE HIFAS NEL TUO RITUALE DI INTEGRAZIONE

Se hai scelto di integrare in modo naturale e sicuro questa fase per lasciarti alle spalle lo squilibrio, l’irritabilità e il malessere generale, noi di Hifas da Terra offriamo integratori in capsule con principi attivi quali estratti altamente concentrati di adattogeni, vitamine e minerali come HIFAS-Menopause (con Reishi, Hericium, Cordyceps, Ashwagandha, tè verde, probiotici, vitamina B6, vitamina D e zinco). Non si tratta solo di formule adatte a un dosaggio efficace, ma di integratori che seguono gli standard di produzione farmaceutica, garantendo così tutte le garanzie degli organismi europei in cui vengono prodotti. Inoltre, dietro la scelta di ogni ingrediente c’è un team di esperti (per un effetto a 360° in capsule 100% vegetali), nonché l’impegno a dimostrarne il potenziale attraverso studi clinici propri e di collaboratori.

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